Dress code politicamente corretto

Nella nobile gara tesa a eliminare ogni “discriminazione” a carico della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), l’Università di Cambridge ha raggiunto l’eterna rivale Oxford, che aveva provveduto già lo scorso anno: da ora in poi, il dress code per esami e consegna dei diplomi non imporrà più i pantaloni e il papillon agli uomini, e non per lasciare spazio al kilt scozzese. Ciascuno si vestirà come meglio crede: se un maschio (per l’anagrafe) vive provvisoriamente o definitivamente un’incertezza sulla propria identità sessuale, nessuno potrà costringerlo a mettersi i pantaloni.
11 SET 13
Ultimo aggiornamento: 14:47 | 6 AGO 20
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Nella nobile gara tesa a eliminare ogni “discriminazione” a carico della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), l’Università di Cambridge ha raggiunto l’eterna rivale Oxford, che aveva provveduto già lo scorso anno: da ora in poi, il dress code per esami e consegna dei diplomi non imporrà più i pantaloni e il papillon agli uomini, e non per lasciare spazio al kilt scozzese. Ciascuno si vestirà come meglio crede: se un maschio (per l’anagrafe) vive provvisoriamente o definitivamente un’incertezza sulla propria identità sessuale, nessuno potrà costringerlo a mettersi i pantaloni. Potrà invece optare per gonna e collant o per un vestito, mentre per le donne (sempre anagraficamente parlando), c’è la soluzione speculare: libertà di pantaloni anche sotto la toga universitaria (fino a ora, la trasgressione delle regole, per foggia e colore, poteva comportare la mancata consegna del diploma).
“Dopo consultazioni e con l’accordo delle altre autorità dell’università, questo provvedimento rimpiazza il riferimento al vestito maschile con una descrizione neutra”, ha ufficialmente annunciato un portavoce dell’ateneo di Cambridge. Il pensiero corre in Germania, all’Università di Lipsia, dove in omaggio al politicamente corretto i titoli accademici sono ora espressi, nelle comunicazioni ufficiali, solo al femminile, anche per i maschi. Tutti professoresse e ricercatrici, anche se si è dotati di barba e baffi. In attesa che a Oxford e a Cambridge se ne accorgano e prendano analoghi provvedimenti, rimane un’unica, insormontabile rigidità: i trans possono mettersi la gonna, va benissimo, purché sia nera.